Trote e tempo

Trote e tempo

Nell’uscita a spinning di ieri le ore di lanci sono state 5 e mai come in questo caso la relazione trote-tempo è stata così stretta.

I buoni propositi

Mattinata caratterizzata da piogge cospicue e cielo che non manifestava alcun segno di miglioramento, il meteo questa volta ci ha azzeccato!
I miei buoni propositi di fare un’uscita a ninfa nelle acque della Val di Non sono andati così a scemare e non mi è restato che sperare nel pomeriggio.
Il meteo parlava chiaro, tempo incerto con possibili piovaschi.
Possibili?
Non diciamo corbellerie, quando esco a pesca io e mettono possibili piovaschi stai pur certo che pioverà e come se pioverà! 😀

Meteo avverso nella mia mente fa rima con provare il colpo grosso a spinning.
Ok, non è una rima baciata ma è comunque romantico 😛

Si esce a spinning!

Preparata l’artiglieria pesante c’è da scegliere lo spot. Il tratto finale del fiume Noce in Piana Rotaliana sembra la soluzione più papabile, ma nella mia testa riecheggia l’eco del tratto più a nord.
La soluzione?
Prima uno e poi l’altro, che domande.

Primo spot e primo sacrificio

Arrivato in prossimità del primo spot, una piccola briglia che forma una larga buca, noto con piacere che la centrale sta rilasciando acqua.
Questa centrale è situata a nord ed è soggetta a forti rilasci improvvisi senza alcuna regola e questo ne influenza non poco la pescosità e soprattutto la sicurezza dei pescatori.

Ce ne sarebbero di cose da dire, ma magari le approfondirò in un altro articolo.

Acqua alta, forte corrente e difficoltà nel raggiungere gli spot. Situazione questa che non mi rallegra affatto e mi fa perdere un po’ quel brio che avevo quando sono uscito di casa.
C’è comunque chi dice che questo tratto sia molto più pescoso quando rilasciano acqua, ma la mia esperienza mi ha insegnato che il momento migliore in questo tratto lo si trova quando la centrale smette di rilasciare acqua. In quei pochi minuti in cui il livello dell’acqua cala, l’attività della fauna ittica sembra rinvigorirsi, facendo pensare che le trote escano in caccia per catturare gli ultimi rimasugli che la forte corrente porta a valle.
Questa è solo una mia teoria e continuo a sperare in questo avvenimento che potrebbe far diventare una semplice uscita di pesca una vera e propria esperienza idilliaca. 🙂

In questa briglia sono presenti dei pesci di tutto rispetto che raggiungono spesso notevoli dimensioni quindi al terminale in fluorocarbon dello 0.40 lego il moschettone su cui monto un Real Deal 110 di Urban Fishing.
Primo lancio, recupero lineare, niente.
Secondo lancio, recupero Stop & go, niente.
Terzo lancio, recupero jerkato, niente.

Cambio tipologia di artificiale e monto un rotante da 18 grammi.
Primo lancio, esagero con la gettata e l’artificiale finisce tra i massi dell’altra sponda, dove l’acqua è molto bassa… Cominciamo bene! 😀
Fatto il sacrificio al fiume, torno in macchina, scendo a valle per poi risalire a piedi.
Il termometro segna 30C°, l’umidità è alle stelle e dopo i primi lanci faccio un immersione fino al petto per rinfrescarmi un po’, non conscio del fatto che da lì a poco ci avrebbe pensato qualcun altro a rinfrescarmi :D.

Quando trote e tempo vanno a braccetto…

Dopo un’oretta di lanci senza attacchi cambio di meteo repentino e l’attività delle trote esplode letteralmente.
Salti carpiati, inseguimenti da cardiopalma, la taglia è medio/piccola, ma che bellezza.
Sto pescando con grossi rotanti però ho all’attivo zero pesci quindi decido di calare le dimensioni, anche se il cucchiaino rotante più piccolo che mi sono portato è un Mepps del 4.

Provo con quello?

Certo!

Primo lancio, primo attacco e primo pesce perso.
Secondo lancio, altro attacco e questa volta non scappa! Un ibrido piccolino e cattivissimo che fa riflettere sulla salute di questo corso d’acqua nonostante la forte pressione di pesca. 😀

Proseguo i lanci e continuano gli attacchi, perdo altri due pesci tra cui una fario bellina sui 30cm, sono nervosissime e mi accorgo che sopra di me c’è un nuvolone nero che mette soggezione.
Penso: ok faccio l’ultimo lancio e poi scappo. Altro attacco, due salti fuori dall’acqua però sta volta resta allamata, è un altro ibrido sui 20 centimetri.

Comincia a piovere e l’attività cessa all’istante, niente più salti, niente più inseguimenti, niente più attacchi!
Magari hanno smesso le piccole e cominciano le grosse, penso io.
Torno all’artiglieria pesante, continuo imperterrito sotto la pioggia ma pesco solo acqua.
Alla pioggia si affianca il sole, un mix molto piacevole ma che sembra aver stroncato le trote.

Si è fatto tardi e demoralizzato torno alla macchina.

Barcollo ma non mollo!

Mentre sto tornando alla macchina mi guardo in giro, penso a cosa possa aver sbagliato, ma quando non si muovono ci vorrebbe la bacchetta magica per fare qualche bel pesce.
Penso che il meteo ultimamente stia dando di matto, non c’è più niente di prevedibile e pianificare qualcosa diventa impossibile.
Guardo il cielo, Trento è serena mentre la Val di Non è bianca.

Temporale in vista?

Ci riprovo, mi sposto più a nord, in un altro tratto, verso il temporale.
Continuo a lanciare e aspetto con ansia che il temporale si sposti in giù ancora un po’. Ormai sembra l’unica chiave per fare qualche pesce in una giornata così.
I nuvoloni neri sono arrivati ma dell’acqua e dei pesci neanche l’ombra…
Sono le 20:00 e decido di terminare qui la giornata, torno alla macchina e mi avvio verso casa.

Comincia a piovere…

Le imprecazioni non le ho sprecate, ma almeno torno a casa con un bel po’ d’esperienza e con una grande conferma: l’attività dei pesci è strettamente legata al tempo atmosferico. #freeyourAlphainstinct

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