Torrente Pescara – Val di Non

Torrente Pescara – Val di Non

Ultimo giorno d’estate, una di quelle giornate da incorniciare, dove tutto è magico e la natura decide di omaggiarti.
L’estate 2017 è stata strana, caratterizzata da giornate caldissime che hanno portato alla siccità nella prima parte, precipitazione violente e persistenti nella seconda. Alla pesca questo sicuramente non ha portato benefici, rendendo anomala l’intera stagione, ma si sa, la pesca in settembre può regalare grosse soddisfazioni in ogni frangente.

Torrente Pescara – Val Di Non

Il torrente Pescara è uno dei corsi d’acqua più belli della Val Di Non, situato tra l’abitato di Cagnò e Livo è strutturato in due diversi tratti: una zona No-Kill e una zona libera. 
La zona No-Kill interessa la parte finale del torrente che sfocia nel Lago si S.Giustina ed è possibile pescarci sia a Spinning che a Mosca, purchè l’amo singolo sia privo di ardiglione.
La seconda parte è una zona libera, aperta a tutte le tecniche, dove è possibile trattenere fino a 5 salmonidi ad eccezione della trota marmorata

Il secondo tratto è quello che ho preso in considerazione questa mattina: la zona libera mi piace di più, frequentata da meno gente e decisamente più selvaggia. Inoltre ho un conto in sospeso con un pesce: ecco la storia, potete leggerla qui.

Le giornate si sono notevolmente accorciate, la sveglia suona alle 6:00 e dopo il caffè di routine preparo l’attrezzatura. Raggiungo il torrente verso le 7:00, apro la portiera della macchina, faccio per scendere dall’auto ma con un colpo di reni riesco a restare dentro. Un freddo assurdo, sono partito da Mezzolombardo che erano 11°, lì erano 3°, non ero preparato! 😀

Mi armo di buona volontà, scendo dalla macchina, mi metto i waders e finalmente sono pronto per pescare.
C’è subito una bella buca, lancio a monte un paio di volte ma facendo scendere il cucchiaino rotante non percepisco nessun attacco, strano.
Mi sposto un po’ e provo a recuperare il rotante più lentamente, la scelta si rivela azzeccata ed è subito strike! Una bellissima trota fario, la prima della giornata. Com’è il detto? Chi ben inizia… 😀

Risalendo il torrente mi sento già appagato, sicuramente la cattura appena effettuata ha avuto il suo peso, ma ad ogni passo mi rendo conto che che si sta progressivamente avvicinando la chiusura della pesca alla trota in torrente. Dovrebbe comportare tristezza, direte voi, ma non è così. Il bello della pesca è vivere le stagioni e quella della riproduzione dei nostri amici pinnuti è la più bella! Ci permette di continuare a coltivare il nostro sogno.

Continuando a pescare, dopo innumerevoli lanci senza successo provo a montare una testina piombata con un vermone siliconico, ma anche con quello non vedo attacchi. La temperatura sicuramente non aiuta, l’acqua è gelida e le trote decisamente più apatiche del solito. Probabilmente non è l’esca che sbaglio ma l’approccio, risalendo il torrente e lanciando da monte verso valle sono costretto ad un recupero molto veloce non suscitando l’interesse dei pesci.

Scelgo quindi di adottare un approccio più “sfacciato”, mi porto a monte delle buche, rischiando di essere visto e recupero il cucchiaino controcorrente. In questo modo l’artificiale resto molto più in pesca e anche i pesci cominciano ad apprezzare. Ad ogni lancio una trota, comincio a divertirmi, ma ad ogni rilascio, immergendo la mano in acqua è uno shock per via del freddo pungente. 

La trota più bella

Vado avanti a testa bassa, devo arrivare almeno alla buca dove ho il conto in sospeso. Prima di quella buca vedo sulla sponda opposta un ricircolo d’acqua invitante e senza esitare decido di farci capitolare l’artificiale. Due giri di manovella bastano per convincere una trota ad attaccare, la botta è decisa, nel recuperarla parte in corrente, l’assecondo, la faccio uscire e sono pronto con il guadino.

Che bella! Una stupenda fario dalla forma straordinaria, slanciata e con poca pancia. Chissà quante trote ha fatto bagnare quest’estate! 😀
Purtroppo, essendo stato da solo, la foto non rende cotanta bellezza ma vi posso assicurare che è una delle più belle che ho catturato quest’anno.

Ok, ci siamo, la buca tanto desiderata è a due passi: penso con quale artificiale affrontarla e opto per un piccolo Rapala. Voglio LEI, nessun altra in questa buca. Primi lanci senza risultati, cambio esca ma niente. Non voglio insistere, sono già ampiamente soddisfatto da tutte le trote catturate finora.
Guardo l’orologio, sono le 10.00 e decido di fare dietro front e dirigermi verso l’auto per tornare a casa.
Qui in Trentino la pesca alla trota in torrente chiude il 30 settembre e non so se domani avrò il tempo per un’ultima pescata. Sabato parto per la Scozia e quindi probabilmente questa era l’ultima pesca stagione.

Sono contento così, non potevo chiedere di meglio. Ci vediamo questa primavera miei amati torrenti! #freeyourAlphainstinct

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