Biotopo La Rocchetta NKB1

Biotopo La Rocchetta NKB1

Oggi è una di quelle giornate strane per la pesca, la piovuta della sera prima potrebbe aver reso il torrente impescabile o averlo nutrito nel migliore dei modi, rendendo l’attività dei pesci frenetica.
Torno da due giorni passati in Alto Adige per rilassarmi un po’ assieme alla mia ragazza, fisicamente lontano dalla pesca ma non con la testa. Quella è sempre lì, pronta per il tour de force.

Biotopo La Rocchetta NKB1 – Torrente Noce

Le temperature qui in Trentino si sono abbassate notevolmente e quindi questa mattina me la sono presa con comodo, mi sono svegliato con calma ed ero pronto per la pesca solo alle 9:00.
Penso ai papabili spot e ci sono due tratti del torrente Noce in Val di Non che oggi mi ispirano particolarmente: il tratto iniziale della zona trofeo HZT e la nuova zona No Kill istituita quest’anno dopo 25 anni in cui è rimasta a riposo.
Dopo essermi deciso per la zona trofeo, recandomi sul posto scopro che qualcuno ha avuto la mia stessa idea e quindi ripiego sul Biotopo La Rocchetta.

Osservo le condizioni del torrente e sorprendentemente sono fantastiche: acqua leggermente velata e livello ottimo. D’impeto penso alle condizioni favorevoli per la trota che vale la stagione, ma il mio modo di vivere la pesca me lo vieta. Attrezzatura leggera per vivere intensamente il torrente: scelgo quindi di montare la St. Croix Trout Series e portare artificiali medio-piccoli da legare al Gorilla Micro da 0.20. Il torrente ha poche buche ma ampie lame dove dietro ogni sasso può nascondersi una trota di taglia. E’ possibile pescare solo da una sponda e con la mia attrezzatura sono sicuro che avrò molte chance di divertirmi! 🙂

I primi lanci sono di studio, cerco di capire dove stazionano i pesci facendo compiere al cucchiaino rotante diverse traiettorie. Pesco a risalire, una decina di lanci mi bastano per capire che devo cambiare approccio e fare una pesca più lenta. Lancio a valle e recupero controcorrente, vedo i primi pesci muoversi, ma sono abbastanza svogliati e rimangono in tana. Rallento il recupero facendo stazionare il rotante nelle probabili tane e le trote cominciano a rispondere alla grande. Vedo qualche bell’esemplare uscire dalla tana, ma sull’artificiale arrivano sempre prima le trotelle più piccole. Che sfacciate 😀 

Il mio modo di vivere la pesca mi fa apprezzare ogni attacco, ogni slamatura e ogni centimetro di trota vera. Nata e cresciuta in quel corso d’acqua per intenderci. Mi diverto da matti e con il crescere del sole cessa l’attività delle piccole lasciando spazio alle trote un po’ più anziane. 

L’ambiente circostante è incredibilmente selvaggio, le fario che attaccano l’artificiale si alternano alle marmorate e agli ibridi. Questa è la pesca che mi piace, questo è quello che voglio e che cerco. 

Si sono fatte ormai le 13:00, il tempo è letteralmente volato. Il meteo nei prossimi giorni non sarà così clemente e mi reco alla macchina con un pizzico di malinconia. Si sta per avvicinare la mia ultima settimana di pesca in torrente, poi partirò per la Scozia e ritroverò i torrenti solo il prossimo anno. La pesca in settembre per me finirà anticipatamente ma non sono triste, anzi, non amo le aperture e le chiusure per via dell’affollamento dei corsi d’acqua. Inoltre sono consapevole che non stressare le trote prima della frega non può che giovare al ciclo riproduttivo di questi fantastici esseri, che ritroveremo la prossima stagione più grandi e assieme ai loro avannotti. 

Alla prossima, #freeyourAlphainstinct 😉

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