Ultralight alla Trota

Ultralight alla Trota

Il primo vero articolo di questo blog lo voglio dedicare allo spinning ultralight alla trota. Una pesca che va controcorrente rispetto alla moda attuale dello spinning.

Oggi chi va a spinning alla trota in torrente cerca la taglia, la cattura della vita, per dimostrare chi è il più forte o semplicemente per una fede. Si pesca con attrezzatura da tonni, con fili che sono corde e artificiali più grandi di molti pesci. Non è una pesca facile, anzi, spesso si va incontro a numerosi cappotti.

Qualche trota grande quanto l’artificiale può capitare di tanto in tanto, e spesso la si ributta in acqua quasi schifati semplicemente perchè non è quello che si cerca. Le trote che si cercano capitano una volta a stagione, se si è fortunati, e quando capitano diventano un evento, girano su tutte le riviste dedicate, su tutti i gruppi Facebook e su tutti i siti si leggono interviste degne del miglior Federico Buffa. E’ una pesca molto attuale oggi, ma non è quella che voglio raccontarvi.

Quella di cui vi voglio parlare oggi è lo spinning ultralight alla trota, che non centra niente con il “famoso” Trout Area (sì, purtoppo c’è ancora chi confonde le cose). L’ultralight alla trota in torrente è una pesca che non viene quasi mai raccontata, una pesca che preferisce conservare l’anonimato invece di creare popolarità. Chi ha la fortuna di praticarla probabilmente è un lupo solitario, non ama la compagnia di umanoidi durante la ricerca del nirvana, ma ama esclusivamente la compagnia delle trote e della natura.

(Giusto per far capire chi comanda)

Poco peso da portarsi appresso, attrezzatura leggerissima, scordatevi i costosi borsoni pieni di artificiali. L’essenza di questa pesca è proprio la leggerezza e  la semplicità, l’affrontare i torrenti risalendoli e lasciando fluire tutti i problemi verso valle, cercando le trote nel modo più naturale possibile pur avendo esche artificiali. Ecco, forse è proprio questo il binomio magico, la leggerezza dell’esca artificiale che si sposa perfettamente con la semplicità della natura.

Il grande borsone porta artificiali

Cosa serve?
Una canna corta con casting leggerissimo, mulinello micro, taglia 500 o 1000 se volete esagerare, un buon filo con bassa elasticità, una scatolina per metterci una manciata di artificiali e passione!
Pescare leggeri non è per tutti, se vogliamo si avvicina molto alla pesca a mosca, soprattutto nell’approccio che bisogna avere. Saper leggere bene l’acqua, individuare le bollate di qualche trota in attività, scovare le possibili tane, avvicinarsi allo spot in cui pensiamo di pescare con estrema cautela e leggerezza, i movimenti devono essere simili ad un ghepardo pronto a sferrare il suo attacco. Soprattutto all’inizio i cappotti possono essere tanti, magari non perchè muovete male gli artificiali ma perchè probabilmente sbagliate l’approccio al torrente. Bisogna fare attenzione a camminare possibilmente fuori dall’acqua, a non fare cadere sassi o altro nel torrente, tante piccole accortezze che imparerete con l’esperienza. Ad esempio la posizione del sole rispetto a voi, un’ombra proiettata nella buca e potete dire addio ai pesci.

L’artificiale per eccellenza nello spinning ultralight alla trota è sicuramente il cucchiaino, nelle misure più piccole chiaramente: 0, 1, 2, arrivando anche al 3 in grosse buche e se la vostra canna ve lo consente. Questo artificiale è valido in qualsiasi stagione anche se dà il meglio di sè in primavera fino a fine estate. La grossa differenza la farà la velocità di recupero, un recupero lento aiutato magari dalla corrente sarà più apprezzabile in inverno con trote apatiche e ferme mentre è probabile che un recupero veloce a pieno favore di corrente possa stanare qualche bella trota di taglia che attaccherà per territorialità il vostro cucchiaino.

St. Croix Trout Series

Solitamente si arriva allo spinning ultralight dopo un percorso, dopo aver provato le più svariate tipologie di pesca e non esser stati soddisfatti a pieno da nessuna di esse. Penso che si parta pescando un po’ quello che che capita con le tecniche più disparate, si scopre che si è più indirizzati verso la pesca a spinning, ci si innamora della trota e allora si inizia a pescare esclusivamente la trota a spinning. Arrivati a questo punto penso che molto dipenda da come uno interpreti la pesca, e questo è un argomento molto delicato.

C’è chi dedica tutta la vita ad inseguire una cattura da sogno, chi la dedica ad esibirsi, e chi la dedica a se stesso, cercando nella natura un modo per evadere dalla vita quotidiana, apprezzando ogni singolo istante che si passa immersi in essa, andando in posti selvaggi e trovando la tranquillità, dove pochi osano. In posti così si trovano pesci con una storia, con delle livree spettacolari e una forza immensa, dove trotelle di 20 cm regalano combattimenti stupendi. Nel torrentello di montagna poco accessibile è anche facile imbattersi in trote di taglia per la portata d’acqua di quel torrente. Viene da sè che chi riesce a raggiungere certi spot incontaminati nutra un senso di rispetto immenso verso la natura e si senta quasi obbligato a rilasciare il pesce: in fondo possiamo parlarci di tutte le cose del mondo, ma il bello sta nel catturare la trota, sentirla, farle magari una foto veloce e rilasciarla. Vedere una trota tornare in tana e magari ripescarla a distanza di tempo è qualcosa di ineguagliabile. 

Amo questo tipo di pesca, la sensazione di libertà che riesce a trasmettere è unica. Ogni pesce preso ha un valore immenso, ogni minimo dettaglio è amplificato. Si riesce ad assaporare tutto quello che la natura offre, i suoi profumi e le sue bellezze, cosa che spesso con altre tecniche di pesca risulta più difficile. Vuoi per la fatica nel portarsi dietro la pesante attrezzatura, vuoi per la fissa della “Big Mama” che ti perseguita e, puf, in un attimo si perde completamente di vista tutto quello che ci circonda, perdendo forse, gran parte del fascino.

2 pensieri riguardo “Ultralight alla Trota

  1. Ciao, bel articolo! Infatti sono quasi sempre da solo quando vado a pescare in torrente. Una curiosità, che diametro di trecciato usi? Spezzone di fluorocarbon?

    Grazie e saluti

    1. Ciao Stefan, non uso quasi mai la treccia ma un buon nylon diretto. Ultimamente ho usato molto il Tubertini Spinner del 0.16, di cui trovi una recensione sul blog 😉

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